martedì 25 novembre 2008

sempre la stessa minestra

"Non mi va!" Totuccio imbronciato respinge come una molla il piatto di minestra che la mamma ha cucinato con tanta cura per lui. Il citofono annuncia l'arrivo di Papà e Totuccio fugge in corridoio, da dove, viene riportato in cucina trascinandosi come una scimmietta attaccata alla gamba.
Papà racconta a Totuccio la storia di uno sciopero della fame iniziato tanti tanti anni fa da antichi schiavi egizi che stavano costruendo un'immensa piramide; fin quando giunse il faraone e fece loro un gran discorso...
E Totuccio, intorpidito dalla storiella, svogliatamente ingurgita le cucchiaiate di minestra.
"Non mi va!" Totò scosta lentamente il piatto di minestra che la moglie ha cucinato frettolosamente. La luce bluastra del plasma della tv si riflette sulle pupille, rimbalza sui vetri e scivola sulle piastrelle lucide della cucina.
Totò fissa il piatto come un oggetto di design incomprensibile ed inutile. Allarga lo sguardo; come la camera in un set cinematografico riprende la stanza cercando dettagli significanti. Quando sta per alzarsi come un dolly, accenna un sorriso imbarazzato.
E dice sommessamente qualcosa che rimbalza sulla superficie compatta e fredda della minestra fino alle orecchie della moglie, giungendo così: "mi ricordo che Papà, quando non mangiavo, mi raccontava sempre una storia..." .
La cucina recupera la luce, colorando man mano l'ombra della donna che si allontana.
"Non mi va!" il signor Salvatore riesce a malapena ad appoggiare il dorso della mano tremolante sul bordo del piatto di minestra mimando il gesto di allontanamento.
La religiosa allontana cautamente il tavolino a rotelle dal letto e si accinge a sollevare le spalle di quest'uomo affinché possa respirare meno affannosamente.
Lui fissa le pupille della donna in segno di sfida, quasi infantile; non riflettono la sua immagine.
La religiosa ci ripensa e si allontana dal letto presa da altre faccende. Le medicine, la flebo, il cambio d'aria nella stanza.
Salvatore gira lo sguardo verso la porta. Sente il cicalio vivace di un citofono venire dal corridoio.
Fa un cenno ripetuto, indica nervosamente la porta. Sorride.
Il citofono annuncia Papà e Totuccio fugge in corridoio a salutarlo.

venerdì 31 ottobre 2008

invito alla lettura!

Ho telefonato ad un amico...
-Che fai, leggi? Bravo!
-Hai difficoltà a leggere le istruzioni di montaggio di una mensola in lingua svedese? Comprensibile...
-No! No, le istruzioni sono incomprensibili. E' comprensibile che lo siano...cioè è risaputo!
-No, non lo sa nessuno (che non capisci un tubo!) volevo dire che è noto...
-...Lasciamo perdere! Pensavo leggessi qualcosa, tipo un libro.
- Ah non hai più spazio nella mensola e quindi non ne compri più...cioè dici che se le mensole hanno una certa lunghezza ci sarà pure un motivo??
-quindi lasci decidere ad un designer svedese, quanti libri puoi leggere? Immagino che l'hai visto nella foto allegata alla mensola e ti è sembrato un tipo simpatico ed intelligente!
-Beh allora regala, vendi o butta i libri vecchi così fai spazio a quelli nuovi.
- che li hai comprati a fare se adesso li devi dare via? Capisco...logica stringente!
-Non si leggono?
-Non mi dire...sono quelli finti! Pesano meno (sulla mensola) e arredano lo stesso!

mercoledì 29 ottobre 2008

con un colpo di cannone!

Lo so che a raccontarlo non ci crede nessuno ma ieri a mezzodì mi son fatto sparare come l'uomo proiettile dal Gianicolo.
E di seguito vi scrivo un report di quello che ho visto.
Da quassù sembra tutto piccolo e ben disposto. Ordinato. Le idee si fanno chiare. L'aria è però un po' fredda e faccio uno starnuto; mi dispiace, stavo sorvolando una terrazza dove all'aperto qualcuno prendeva un caffè seduto e leggeva le previsioni del tempo. Amava leggere altrimenti avrebbe alzato lo sguardo al cielo.
Ama parlare al telefono, più che guidare, un giovane al ciclomotore che zigzaga tra le auto ferme in strada. E non distinguo bene quelle in sosta in doppia fila da quelle in moto.
Riesco a seguire la corsa di un bracco che insegue un bimbo che rincorre una palla che rimbalza dal marciapiede al muretto fin giù al Tevere. Anche il bimbo rimbalza dal muretto ed il bracco appresso.
Vedo appena un uomo guardarsi intorno, richiamando un cane, che sono già troppo lontano.

Tutto qua e mi pare abbastanza.